LE AVVENTURE DI COCO E DARWIN: Il primo giorno di Gatto-scuola 2

Ehi Ehi Ehi! È bello rivedervi! Continuiamo la storia dove era arrivata.

Camminando lentamente arriviamo davanti alla nostra classe, c’era un cartellino con scritto ” Prima Elegattare sez.D “. C’erano dei banchi da due posti, ognuno di noi si mise in un posto diverso. Mio fratello Coco finì con una certa Poppy, una gattina persiana tigrata di un rosso-marrone sulla schiena e mooolto pelosa sulla coda e sulle guanciotte, ha due occhi verdi e quasi sempre con le pupille dilatate. Darwiny invece capitò con Cherry, Una siamese dello stesso colore di mamma ovvero bianca e nera con gli occhi celesti ma meno pelosa della mamma. Blank si trovò Pilly un micio di razza come lui, solo di colore rosso con il musino imbiancato e gli occhi verdi mentre io girandomi trovai Anima, una gatta di razza tutta nera e con degli occhi gialli incredibili tra cui uno bendato e con la benda sempre nera. Non parlava mai! Mentre tutti quanti stavano stringendo amicizia con i loro compagni di banco, io ero l’unico a non volere parlare con quella micietta, faceva un po’ paura. Anima si guardava intorno con quegli occhi gialli strani ( in realtà un occhio solo perchè l’altro era bendato ) che facevan appunto paura. Allora iniziai a farle qualche domanda tipo:- Ciao… Beh.. come… come ti va la vita? Comunque io mi chiamo Darwin… Anima si girò e iniziò a fissarmi con quell’occhio che dopo 2 minuti mi fece venire i brividi. Mi rispose solo:- Sono Anima e, come vedi dal mio nome, faccio paura a tutti ma non è colpa mia. La mia vita non è facile ed è una lunga storia, è troppo lunga da raccontare e poi non mi sento a mio agio ora. POVERINA!! PENSATE CHE VITA HA QUELLA MICIETTA!! Mi dispiaceva troppo per lei, anche se non sapevo la sua storia già pensavo molto male ma, come sapete, la nostra famiglia è troppo curiosa, perciò le ho chiesto se poteva almeno qualcosa e lei mi fece vedere il suo occhio sotto la benda ed era normalissimo ma al posto di essere giallo era rosso sangue ed aveva una cicatrice rosa che le percorreva dai baffi superiori ( le sopracciglia ) ai baffi inferiori. Metteva ancora più paura perciò se lo bendava. Chissà che cosa le avranno fatto? Mi fa già pensare a cose brutte. Avevo tutte le intenzioni di diventare suo amico per rallegrarla e scoprire la sua vita per migliorarla. Un grande chiasso scoppiò nella classe. Poppy e Coco già erano amici mentre Blank e Pilly facevano ancora conoscenza. Darwinilla e Cherry erano amiche per la pelle ormai e così tutti i partecipanti nuovi della classe col loro compagno. Sarà difficile esserle amico ma voglio sostenerla e capire la sua vita.

Nella prossima puntata di Coco e Darwin, ci sarà uno special, ovvero un capitolo che non centrerà nulla con le avventure dei due mici ma riguarda tutta un’altra cosa cioè o lettere che un gatto scrive ai protagonisti o pagine di diario di qualche amico dei protagonisti. Nel prossimo special ci saranno alcune pagine di diario di Anima per svelare solo a voi lettori metà della sua vita dura. Darwin e Coco non lo sapranno.

IL SOLE

Un pallone tutto arancione

Scende lentamente

Che attraverso l’orizzonte

Non ti si leverà di mente.

Quell’immagine memorizzata

Nel cervello ho

E che di sicuro

Non scorderò!

È pieno di gioia

È pieno d’amore

EHI!! MA È IL SOLE!!

L’UNICO GIALLO CHE DIVENTA ROSSO

L’ispettore Giacomo Crulles era appena sveglio e di solito la mattina infila le pantofole e si mette a guardare la tv. Oggi fece la stessa cosa quando, dopo essersi infilato nella sua comoda poltrona rossa, non accese la tv e per prima cosa spuntò il “tg News America” e l’ultima notizia era di una ragazza diciottenne ritrovata, col suo catavere insanguinato nel punto del petto, a terra senza vita in una semplice stanza di un hotel. La polizia cercava di indagare ma nulla risaliva al brodo. Allora era lì che Giacomo giunse all’azione! Cercò la via esatta e si diresse a gran passo nel noto hotel a 4 stelle chiamato ” Tredàss “. Giacomo giunse al portone dove intanto era pieno di telecamere assetate di notizie e persone appanicate. La polizia era presente e dopo aver scrutato con gli occhi l’ispettore arrivare disse a tutta la gente di calmarsi e che risolveranno il caso grazie anche all’ispettore esperto che li avrebbe aiutati. Misero Un separè davanti alle scale e poi accompagnarono Giacomo sopra alla stanza della vittima. C’erano tracce di sangue ovunque e la povera ragazza a terra senza vita. Il suo vestito rosato con merletti argentati e biancastri faceva sembrare che stesse andando ad una festa o qualcosa del genere. L’ispettore allora notò qualcosa sotto le coperte, era un coltello insanguinato.Ecco ciò che bisognava fare!Bastava esaminare le impronte digitali che c’erano sul coltello per vedere chi era l’assassino! Ma oltre a quello bisognava anche scoprire come e perchè era stata assassinata. presero la borsa della ragazza e le guardarono la carta d’identità. Il suo nome risaliva a Ginevra Thumparilerg ed era nata il 1 Marzo 2001. Non aveva nulla che non andava esattamente, niente malattie o disturbi psicologici, era una donna comune. Gli investigatori le presero anche il cellulare e l’ultimo messaggio che le era stato arrivato era dalla sua amica, una certa Lavinia, che diceva: ” io sto andando alla festa! Passo a prenderti o vai da sola?” e lei aveva risposo:” No no vado a piedi grazie!!” ma di sicuro l’amica non si aspettava tutto ciò. portarono Ginevra all’ospedale per vedere in che condizioni era ma di sicuro erano gravi. Continuarono le indagini e Crulles scrisse all’amica di Ginevra:” hei ciao! sono lispettore Giacomo Crulles! La tua amica non è in buone condizioni! se avrai visto il tg News America lo saprai! vieni all’hotel Teldàss entro le 17:00, presto!! ah poi… Sei single per caso?” Lo scrisse perchè vedendo la foto del profilo della ragazza interessato.Dopo letto il messaggio, Lavinia, paralizzata dalla paura, scrisse:” COOOOOSA!!??? VENGO SUBITO!!!! Ah poi non sono single ma Ciao Crulles è un piacere! Vabbè mi devo sbrigare povera Ginny!!!!” Dopo quella notizia il Crulles si tranquillizzò e così poteva sapere più di quella Ginevra e magari di come e per quale motivo poteva esser stata assassinata.Lavinia arrivò in un batter di ciglio, saltò fuori dalla macchina e si fece l’autorizzazzione per salire dalle scale ed entrare nella stanza diroccata. Il Crulles le diede il benvenuto insieme a due poliziotti che erano con lui. Lavinia sapeva che la sua amica era fidanzata con un meccanico e molto forzuto e di caratteristiche aveva milioni di tatuaggi sulle braccia e milioni di muscoli. Stava appunto andando ad una festa con lei, il suo ragazzo che era partito prima e le altre amiche. Il caso si fa intrigante… le domandarono cos’altro sapeva su lei ma non sapeva altro.Crulles prese appunti, erano molte informazioni.Se le segnò sul quadernino degli appunti dove vi erano anche i precedenti dei dettagli della stanza e le macchie di sangue ed anche chè stava andando ad una festa con lei ed il suo ragazzo. Crulles con la sua lente ingrandì le macchie di sangue per farne una foto e per segnarsela da vedere dopo insieme alle altre foto. Inaspettatamente salirono i genitori della poveraccia colpita e ormai in açcompagnati dal famoso fidanzato della vittima.Erano drammatizzati e tremolanti dalla paura tutti e tre. La madre stava per svenire guardando le condizioni della camera insanguinata ed il padre la tratteneva per non lasciarla cadere a terra. Crulles fece le stesse domande che aveva fatto a Lavinia ai genitori della vittima e la madre disse che aveva un amico che prima era il suo ex, che ora fa il poliziotto e che dovrebbe arrivare lì da un momento all’altro. Ginevra faceva pattinaggio artistico due volte a settimana e poi faceva il corso di francese una volta alla settimana e tutte le sere si doveva allenare dall’app francese che le ha installato il maestro. Crulles notò che l’orologio della camera era stato scassinato ed era stato bloccato ad un’ora precisa: le 16:45. Giacomo si fece intelligente e domandò al padre di Ginevra se la ragazza si doveva vedere con qualcuno e a che ora. Il padre allora disse che aveva un appuntamento con appunto Pietro, il suo ex che ora fa il poliziotto che doveva passare a casa sua per riprendere qualcosa che aveva lasciato lì.Era passato alle ore 16:40. Ecco una prova!! Giacomo continuò con le domande e chiese se Pietro e Ginevra avessero percaso litigato o qualcosa del genere ed il padre rispose con tono appanicato che Pietro aveva questa leggera gelosia che Ginevra lo abbia lasciato a lui per mettersi con Luca, ovvero il meccanico forzuto. Questo inizia a spiegare qulcosa… Le telecamere di sicurezza erano state spaccate con un coltello che corrispondeva a quello usato per trafiggere Ginevra. Era lì che La madre riprese i sensi e si ricordò che metteva sempre un sensore microchip nei vestiti della figlia di nascosto e che permetteva di sincronizzarsi ai computer e poter sentire gli ultimi audio degli orari decisi da loro. Allora corsero in ospedale e la poverina era già in un letto dei pazienti con la divisa apposita e tutti quei macchinari per sentire i battiti del cuore. Per fortuna respirava ed il cuore era in buone condizioni e per ora era in stato di svenimento.Chiesero agli infermieri di dare a loro il vestito della ragazza e da lì la madre pescò il microchip posizionato vicino al cuore. Tornarono all’hotel e li sopra li aspettava Pietro, preoccupato e tremante ma lui era un sospettato… Allora collegarono il microchip al computer portatile di Crulles in una stanza e con lui prese solo i genitori della vittima. Ascoltarono gli ultimi audio dalle 16:40 alle 16:45. Ciò che sentivano era più o meno questo:
” Ciao Ginevra! Come stai? Sono qui per prendere una cosa che ho lasciato qui ovvero… LA MIA VENDETTA!!! ” Si sentì a quel punto un urlo della ragazza e un tonfo a terra. poi di nuovo quella voce che ormai si sa chi è che continuò:
” SE TU MI LASCI PERCHÈ TI PIACE UN ALTRO TIPO, IO NON RIESCO AD ACCETTARLO!! SE NON TI HO IO NON TI AVRÀ NESSUNO!!!!” Poi si sentì un rumore di un vetro spaccato che probabilmente era lo scassinamento delle telecamere e poi si è sentito un rumore del coltello lanciato a terra che prima ha spaccato l’orologio. I due genitori rimasero di stucco perchè avevano già capito il colpevole uscirono dalla stanza e chiamarono un VERO poliziotto e gli fecero vedere le prove del colpevole dentro la stanza di nuovo. Allora lui spalancò la porta, tirò fuori le manette e le ficcò direttamente alle mani del FINTO POLIZIOTTO Pietro e gli disse:- Sei proprio nei guai vecchio mio! Prima di tutto sei licenziato e poi dopo vedremo quanto metterti in galera… Pietro cercò di esitare ma ormai era stato scoperto. Uscirono fuori dalla stanza ed andarono a vedere di nuovo le condizioni della ragazza che per fortuna si era ripresa e poteva ricominciare a camminare e correre. Ginevra ringraziò taaaantissimo Crulles e gli altri per averla salvata. Ed ecco un altro caso risolto per ” GIACOMO CRULLES!! L’ISPETTORE INFALLIBILE”

UN BRUTTO MODO DI TRASFERIRSI

Clara e la sua famiglia erano ebree ed abitavano in Italia. Vivevano benissimo, avevano tanti amici e molti parenti finchè, a scuola un anno, vietarono la presenza di persone ebree e questa cosa rattristì molto Clara. Dovette cambiare scuola e cambiare tutte le amicizie con solo quelle ebree in una scuola solo per ebrei. Pian piano, quando Clara accompagnava la madre a fare la spesa, vedeva alcuni fogli appesi nei locali o sui supermercati con scritto: ” VIETATO EBREI ” E metteva ancora più ansia alla povera bambina che voleva domandare perchè ma decise che non era necessario. Poi le forse dell’ordine fecero per forza indossare vestiti con la “stella di David” cioè il simbolo degli ebrei ovvero 2 triangoli equilateri messo uno in verticale ed uno sottosopra. Pian pianino le cose peggiorarono: Il perfido Hitler e tutta la sua schiera di tedeschi decise che tutti gli ebrei dovevano andare nei campi di concentramento in Polonia, attraverso un treno freddo e gelido che non aveva sedili e si doveva stare per forza in piedi. Il viaggio durava qualche oretta e se non ci si voleva entrare veniva usata la forza. Allora la famiglia di Clara si trasferì all’ultimo momento in America. Pultroppo vennero trovati mentre erano nascosti in una cantina. Clara morì nei campi di concentramento ma lascia le sue lacrime e i suoi pugni verso i tedeschi e la loro guerra ignorante.

DIARIO DI UN SUMERO: Io sono Ghilish

Io sono Ghilish, un piccolo Sumero. Ho una decina d’anni e scrivo questo diario da oggi. Abito in una casa al centro del mio villaggio. Mia madre è una sacerdotessa e mio padre è un guerriero, mio nonno è un artigiano e mia nonna una semplice tessitrice. Ho anche uno zio che fa lo scriba personale del Re e questo incarico è raro per noi. Uomini del futuro, se leggerete questo diario saprete come vivevano i vostri antenati. Viviamo felicemente in pace e da grande vorrei fare lo stesso lavoro del nonno: l’artigiano. Ma la legge non credo che me lo permette… devo fare per forza il lavoro del papà. Ma io non voglio fare il guerriero! Vabbè sapete che vi dico? Finchè io sia bambino mi godo la MIA vita da bambino. Amo giocare con l’argilla perchè posso farci di tutto e ogni volta, quando vado dal nonno, gli modello teste di persone fatte benissimo. QUEL LAVORO È DESTINATO A ME!!! Sono fatto per fare l’artigiano! Le mie mani non sanno stare ferme! Ma deludere papà non é mica meglio… in questi giorni scriverò tutto ciò che mi incuriosisce e i miei problemi personali. TANTO SEI UN DIARIO!! NON PUOI MICA PARLARE!! Ahhhh… è come se avessi un amico che non rivela i segreti… FINALMENTE HO QUALCUNO CON CUI POTERMI SFOGARE!!!

ELENA: UNA PIRATESSA INTREPIDA ALLA RICERCA DEL SUO SPIRITO

In un posto lontano viveva Elena, una normalissima ragazza che era anche bellissima: aveva due occhi che di giorno sono verdi e di notte son marroni, la stessa cosa per i capelli; Di giorno color nocciola/biondo e di notte marroni e cupi. Il suo sogno nel cassetto era essere una pirata, una pirata con una banda e con un galeone immenso e gli avrebbe anche dato un nome, lo avrebbe chiamato Mellvis. Fin da bambina sognava e sognava di essere una pirata quando un giorno, all’età di 9 anni, un vecchio barbuto le venne incontro e osservandola domandò:- Piccolina, io sò cosa cerchi. Tu cerchi lo spirito da pirata non è così? Beh, io sò come puoi trovarlo! Segui questa mappa e fidati di tutte le creature che incontri, il tuo cammino avrà successo se ne saprai maneggiare. Elena si fidò del barbuto che diceva di chiamarsi Francisco Totaino soprannominato anche solo Frattì. Esso le consegnò una mappa e poi, dopo averle indicato il sentiero si incamminò lasciando Elena sola. Anche la protagonista iniziò ad avventurarsi nell’ampio boschetto immerso nel sentiero infinito. Incontrò Isabell, una ragazza senza paura che é sempre sicura di se e incoraggiante e conosceva già da prima Frattì e successivamente la sua gemella Elisabet che era coraggiosa e sicura ma la cosa che le rendeva gemelle non era l’aspetto ( perchè erano tutte e due completamente diverse ) ma era la pazzia e lentusiasmo che provavano entrambe verso le cose e verso il mondo. Poi le gemelline accompagnarono Elena verso una spiaggia: La spiaggia di “Bobbialus & Cenedadus”. Lì le aspettava un galeone abbandonato e diroccato lasciato per secoli davanti alla scogliera. Era tutta rotta e cigolante perciò non potevano salirci ma ecco lì che spunta da un cespuglio improvvisamente “Fefos Jimmos”, un tizio che diceva di essere un matematico ed un ingegnere perfetto e che poteva riparare quel galeone gratis. Esso lo riparò e si aggiunse all’allegra compagnia avendo il potere della matematica e della fantasia. Salirono sul galeone ma nessuno lo sapeva guidare perciò da un barile non so come ma saltò fuori un tizio minuscolo di nome “Pietruzzus Luiji” che diceva di saper guidare quel galeone e venne accolto. Partirono e,seguendo la mappa, finirono nello stabilimento di “Mondivìta” dove si fermarono per prendere scorte di cibo. Scese Elena e incontrò il bagnino che si chiamava “Francio” ormai soprannominato Occhi. Era il miglior salvavite che c’era sulla terra, ( o almeno così diceva lui ) e lo accolsero tra la banda. Elena passo per il bar e domandò al barista se poteva venire con loro a fargli da Barista personale per qualche giorno in cambio di qualche moneta. Lui accettò e si presentò col nome di “Valeriano” soprannominato “Valepitecus”. Si incamminarono di nuovo e si fermarono ad una cittadella sul mare di nome “Piazzale del Re Della Roma” dove finalmente c’era la x sulla mappa. Scesero e poi attraversarono la città. Incontrarono Sara, una ragazza che volle unirsi e poi Sofia che dicevano che era la terza sorella di Elisabet e Isabell e che un giorno si era persa separandosi troppo. Fu una bella scena vedere riabbracciarsi tre sorelle ma dovevano concentrarsi sul viaggio. Ecco lì che trovarono 2 palme piegate che facevano una x e quindi lo spirito era lì intorno. Provarono a scavare sotto la specie di x e trovarono un piccolo scrigno dorato e luccicante, aveva alcune decorazioni in rubino ed altre in diamante. Sotto c’era intagliata in mezzo all’oro una scritta che diceva: “ALLA PROSSIMA PERSONA CHE CERCHERÀ IL SUO ANIMO PIRATESCO” E sotto c’era una data ma era così piccola che non si capiva ma risaliva a molti anni fa. Allora bisognava cercare la chiave per aprirlo ma essa non si sa dov’era. Allora le tre sorelle, dopo essersi scambiate sguardi sorridenti, all’unisono urlarono:- NOI SAPPIAMO DOVE È LA CHIAVE!! È DENTRO DI TE!!!! Allora Elena ascoltò e immaginò la chiave ed ecco lì che ne comparve una davanti a loro. Elena la raccolse e aprì il miny scrigno e ne uscì fuori lo spirito che si chiamava Camila, entrò dentro Elena, e poi tornarono a casa.